Assegnazione dei nomi ai documenti


Innanzitutto i requisiti del nome sono:

  1. Deve essere univoco all'interno della classe dei documenti.
  2. Deve essere sufficientemente breve da poter essere citato con #syn(num)dcl(nome).
  3. Non deve cambiare anche se cambia la struttura del sistema.

Alcune entità hanno un nome "naturale" (ad esempio il sorgente di un programma, il nome di una funzione, il nome di una classe). Tali entità sono in genere entità "tecniche" dove l'univocità del nome deriva dalla natura dei componenti tecnici. In generale esiste un dcl per ogni "famiglia" di entità tecniche. In questo caso il nome assegnato è il nome dell'entità medesima: #src(pglop00.c) #src(glmvb.bat), #daf(fglaang.key), #uui(arm.dar.db01).

Altre entità non hanno un nome naturale e un nome deve essere inventato. Questo è il caso più frequente nella compilazione dei documenti notes. Le regole di nomenclatura sono le seguenti:

  1. A seconda della dcl in cui si opera identificare il prefisso da utilizzare. Tali prefissi hanno lo scopo di precisare la natura del documento, cioè di fornire ulteriori indicazioni sul tipo di contenuto che ci si aspetta. Il prefisso opera come suddivisione ulteriore all'interno del dcl e prescinde dalla categorizzazione utilizzata.
  2. In coda al prefisso si può fornire un nome manuale se è facile identificare tale nome, e se rappresenta un'ausilio mnemonico nel creare riferimenti. Oppure si può usare un nome automatico. Si veda Generazione dei nomi Random.
  3. Se necessario si crea un suffisso se si vogliono più documenti con lo stesso nome base.
dsu.pio.04o501r.070 • LastModified: 14-9-2007 • John Peter Arnold